La guida racconta
tretta tra le colossali catene montuose dell’Himalaya, del Karakorum e dell’Hindu Kush. Nella morsa del gelo per gran parte del suo tempo e asfissiata dal caldo torrido durante la breve stagione secca, la regione del Gilgit-Baltistan é anche una delle più afflitte al mondo dagli effetti del cambiamento climatico. Negli ultimi anni le stagioni sono state stravolte, i ghiacci stanno sparendo rapidamente, lasciando fiumi di detriti e fango, le piogge sempre più intense, inondano le valli, seppelliscono il presente. I disastri naturali sono ormai all’ordine del giorno, non più un’eccezione. La gente ci convive, ci si é abituata. Qui é normale abbassare al minimo la percezione del rischio, percorrere strade che si snodano lungo enormi frane che alla prima goccia d’acqua si muovono cancellando il presente. Qui é normale non avere fiducia nel miglioramento, é normale sopravvivere. Qui la vita conta poco.
Ad oggi oltre 8 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni e ogni anno sono migliaia le vittime legate ad alluvioni, un terzo del paese si trova quasi costantemente sott’acqua. Questo sebbene il Pakistan sia causa di meno dell’1% delle emissioni globali e in molti villaggi sia normale non avere elettricità continua, non avere riscaldamento. Qui in molti pagano lo scompenso dei bisogni smodati di pochi e ciò nonostante riescono a mantenere dignità, buon umore, un’ospitalità fuori dal comune.
Qual è la tua scusa?











Reportage di Viaggio di Pietro Giacomini