:: HOME - VIAGGI :: WEEKEND :: EVENTI :: PROSSIME PARTENZE :: GUIDE KAILAS
:: INFO & UTILITY
 
Geological Tours

Autori:

 

Ladakh. Il Buddhismo in India del Nord
 

autore:    Marco Montecroci [11-10-2007]

L'antico impero tibetano fu, sul finire del XVI sec, diviso in due parti - impero tibetano d'Oriente con capitale Lasha e impero tibetano d'Occidente come unione di un certo numero di tribù; ben presto queste tribù si unirono in un regno nuovo che sul finire nel 1600 prese il nome di Ladakh, con capitale dapprima la roccaforte monastica di Shey e poi in seguito la città di Leh, attuale capitale.

Il Ladakh era un regno di tipo feudale dove i monasteri fungevano da roccaforti difensive ed erano il centro della vita, della religione e della forza di ogni piccolo villaggio. Ancora oggi, nel XXI secolo, in Ladakh il monastero è il fulcro dell'esistenza di ogni villaggio e di ogni oasi verde dove l'uomo possa convivere con il duro clima, coltivare e sopravvivere in queste terre di confine.

Ogni monastero si occupa della crescita culturale dei giovani, alcuni dei quali diventeranno Lama; quotidianamente vengono celebrate funzioni religiose che diffondono tutta la sacralità e la magia tipiche del buddismo tantrico; periodicamente i lama pronti alla maturità creano meravigliosi mandala (geometrie di sabbia colorata che rappresentano il personale percorso spirituale).

Il momento più sacro, più coinvolgente e più folcloristico della vita di ogni monastero tibetano è sicuramente il festival; i festival, chiamati Chham, sono il momento di ritrovo di tutta la comunità del villaggio che entra nel monastero per assistere a danze e rituali mistici interpretati dai Lama (vestiti di colorati broccati e con maschere tradizionali che rappresentano divinità e demoni). Per noi occidentali, presenziare ad un festival monastico è un'occasione unica sia per entrare nell'universo del buddismo tantrico, sia per interagire con le comunità tibetane di questi sperduti angoli del mondo.

I festival monastici durano in genere due giorni e hanno dei periodi fissi; numerosissimi sono i monasteri ancora attivi nel Ladakh, sia lungo la valle dell'Indo, sia nascosti in impervie vallate racchiuse tra le montagne, sia posizionati nel mezzo di estesi altopiani circondati da maestose montagne himalayane.

Calendario dei festival durante l?estate:

Monastero di Hemis: giugno, Anniversario di Padmasambhava (fondatore del Buddismo tibetano e santo patrono del Tibet);

Monastero di Lamayuru: giugno, celebrazione degli oracoli e divinità guardiane dell?ordine dei Dri gung pa;

Monastero di Karsha (Valle dello Zanskar): luglio, commemorazione della vittoria del bene sul male (nascita di Tsongkha-pa fondatore dell?ordine Geluks-pa);

Monastero di Phyang: agosto, celebrazione degli oracoli e divinità guardiane dell?ordine dei Dri gung pa;

Monastero di Korzok: agosto, celebrazione della vittoria del bene sul male; (nascita di Tsongkha-pa fondatore dell?ordine Geluks-pa);

Monastero di Tak-Tok: agosto, Anniversario di Padmasambhava (fondatore del Buddismo tibetano e santo patrono del Tibet);

Monastero di Shashukul: agosto/settembre, celebrazione della vittoria del bene sul male (nascita di Tsongkha-pa fondatore dell?ordine Geluks-pa);

Ladakh festival di Leh: settembre, riti religiosi e pagani (gara degli arcieri, torneo di polo e varie danze e commemorazioni in costume)

Monastero di Thiksey: novembre, celebrazione della vittoria del bene sul male (nascita di Tsongkha-pa fondatore dell?ordine Geluks-pa);

altri festival vengono celebrati sul finire dell'inverno quando quest'area è ancora attanagliata dal gelo e dalla neve ed è più difficilmente visitabile.

I Festival

Tra i maggiori eventi sociali e culturali del Ladakh, i festival tenuti nei monasteri buddisti costituiscono la parte più importante delle tradizioni della regione. I festival vengono tenuti per celebrare il momento della fondazione del monastero o la ricorrenza della nascita del santo patrono, del fondatore stesso del monastero o del fondatore dell?ordine monastico a cui appartiene il monastero. Migliaia di persone giungono per partecipare alla ricorrenza e trasformano l?evento in un carnevale di colori e un momento fondamentale per incontrare la popolazione contadina dei villaggi che orbitano attorno al monastero. Per i locali la partecipazione al festival ha un significato sia sociale che religioso: dal punto di vista sociale è l?occasione di incontro tra tutti gli abitanti della vallata, mentre dal punto di vista religioso, i più devoti sperano in un guadagno spirituale.

Il fulcro della manifestazione sono le danze mistiche Chham dam; si tratta di vere e proprie commedie sacre messe in atto dai Lama accompagnate da musiche tradizionali religiose orchestrate dal gruppo musicale del monastero. Queste danze rappresentano la sconfitta dei demoni del male da parte dei demoni del bene, celebrano rituali di ringraziamento alle divinità tutelari del monastero e ai guardiani della fede. Le stesse figure grottesche che adornano le pareti delle stanze dei monasteri (rappresentate con affreschi, statue e pitture su tela e gesso ? i tanka -) vengono indossate dai Lama addetti alla rappresentazione, assieme a coloratissimi abiti in tessuti broccati; la musica e i tamburi ritmano le danze dei monaci che maneggiando spade e strumenti simbolici narrano gli eventi che diedero luce alla nascita del Buddismo Tibetano (detto anche Tantrico). Le forze del bene rappresentano solitamente le immagini tantriche del Budda e del Bodhisattvas oltre alle locali divinità guardiane riprese dagli dei e dai demoni della religione esistente nel Tibet prima dell?avvento del Buddismo ossia la religione Bompo e lo sciamanesimo. Padmasambhava, il fondatore del Buddismo Tibetano mantenne molte delle figure preesistenti per facilitare l?integrazione della nuova corrente religiosa con le tradizioni precedent; in questo modo il panteon delle divinità di questi monasteri divenne tra i più ricchi, colorati e complicati tra tutte le religioni esistenti.

Il festival generalmente dura due giorni, durante il primo si celebrano con speciali mantra (canti tibetani religiosi) le divinità protettrici del monastero (Yi dam) nella cerimonia chiamata Ser-kyem, mentre nella seconda giornata si personificano tutte le altre divinità e demoni nella cerimonia chiamata Stor-ma. Durante il festival viene esposto sulla parte frontale del monastero, all?interno del cortile, un maestoso tanka (dipinto su tela e gesso) che raffigura il fondatore del monastero circondato dalle principali divinità (spesso Padmasambhava e i più importanti Bodhisattvas). Le cerimonie si svolgono nel cortile del monastero e sono scandite dal Lama Rimpoche, il monaco principale, reincarnazione del fondatore. Il Lama Rimpoche occupa un trono ben evidenziato ed è affiancato dagli altri lama anziani, con una precisa sequenza di importanza decrescente man mano che ci si allontana dal Rimpoche. Solitamente questa parata di 7-8 lama si trova sotto il portico posto su un lato del cortile, di fronte al monastero e al tanka del fondatore.

Il calendario Tibetano

Le date dei festival sono basate sul calendario tibetano e sono fisse: per esempio decimo giorno (tse chu) del 5° mese.

L?anno, nel calendario tibetano è suddiviso in 12 mesi di trenta giorni secondo la luna; 360 giorni che devono essere aggiustati rispetto il calendario solare con l?inserimento di un mese ogni 3 anni; inoltre i cicli lunari determina un anno di 354 giorni e non 360, quindi il calendario tibetano viene corretto con alcuni tagli di giornate sul calendario. Queste aggiunte e tagli vengono impostate secondo regole astrologiche (più che astronomiche) di buon auspicio. Il tutto risulta per noi alquanto complicato. Le date dei festival, rispetto al nostro calendario sono differenti di anno in anno: noi abbiamo elencato le date estive del 2005 e nell?anno successivo saranno diverse.

 

 

 

 

 

 


Copyright © 1998-2020  Tour Operator DESERTEXPLORERS di proprietà Kailas Srl  .  Via S. d'Orsenigo 5 - Milano IT  .  P.IVA 12427110155
Telefono +39 02 54108005  .  e-mail info@kailas.it  .  Politica aziendale  .  Privacy Policy  .  Cookies Policy  .  Credit