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Geological Tours

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Irlanda, tra storia, leggenda e geologia
 

autore:    Francesco Pandolfo [07-12-2012]

Si dice spesso che le cose che nascono per caso sono quelle che poi si rivelano essere le più belle. Così credo che sia valido anche per un viaggio. Deciderlo all’ultimo secondo, prendere un biglietto aereo e partire. Difficilmente deluderà… Difficilmente al ritorno ce se ne pentirà.
Destinazione Irlanda, sì quella con la “r” questa volta. Atterri a Dublino e un’amica ti aspetta all’aeroporto. Prendi una macchina, sì quella con il volante a destra, e si parte in direzione Nord.
Contee di Derry e Antrim, costa nord-nordest dell’isola tra storia, leggenda e geologia. Pioggia, nuvole basse, freddo, vento e ancora pioggia, l’Irlanda del nord ci dà il benvenuto presentandosi così come ci si aspetta essere in un classico tardo autunno un’isola atlantica.
Una visita a Derry, una passeggiata sulle sue mura piene di storia è la soluzione migliore per passare un pomeriggio bagnato e corto, il sole qui scende velocemente e lascia spazio al buio già alle 16. Una buona Guinness e musica dal vivo al pub sotto l’albergo (siamo gli unici ospiti), per passare una serata in allegria e risate!
La mattina dopo ci svegliamo presto, ma è ancora buio e piove… Dopo colazione però avviene ciò che non ti aspetti: non piove, c’è quasi il sole! Un fortissimo vento da nord che sferzerà le nostre facce per tutto il giorno ha spazzato vie le nuvole, non tutte, certo… ma ha pulito il cielo! Ogni tanto piove ovviamente, magari anche solo gocce di pioggia trasportate dal vento dalle nuvole più lontane, ma l’atmosfera è stupenda, tipicamente irlandese proprio come ce la immaginavamo guardando da casa le foto cartolina, con il mare in tempesta e addirittura l’arcobaleno. Prendiamo subito la direzione della Giant Causeway road seguendo le scogliere bianche e nere intervallate da lingue di sabbia. Castelli diroccati s’impostano sulle cime di queste scogliere, in un’atmosfera dove è difficile non credere ai fantasmi che ancora girano tra quelle mura e pensando a come fosse la vita al tempo dei celti.
Camminando lungo i sentieri di una di queste scogliere lo sguardo cade in basso e finisce su una strana formazione di roccia che si protende verso il mare, fatta di colonne esagonali. La leggenda narra che il gigante irlandese Finn McCool costruì qui una passerella sul mare per raggiungere la Scozia e combattere contro il gigante Benandonner. Una volta arrivato però si accorse di come fosse impossibile sconfiggere il suo nemico scozzese e scappò indietro distruggendo la passerella per evitare di essere seguito. Tutto ciò che sarebbe rimasto sono le fondamenta alle due estremità della passerella, in Irlanda e in Scozia (in particolare sull’isola di Staffa, che presenta formazioni simili). Non è difficile capire perché le antiche popolazioni non la consideravano come un fenomeno naturale: questa distesa di colonne di roccia, fitta e regolare, sembra davvero opera di un mitologico gigante. La confusione è effettivamente lecita… E non è l’unico caso di natura scambiata per opera umana, qui: basti poi pensare che nel 1588 un vicino promontorio frastagliato e irto di pinnacoli di roccia fu bombardato dalle navi dell’armata spagnola convinta che si trattasse del vicino Dunluce castle!
Geologicamente parlando questa formazione rocciosa è nata 60 milioni di anni fa in uno scenario dove enormi volumi di lava basaltica fuoriescono da fessure nelle vallate formate da bianchi calcari. La lava, confinata all’interno delle valli, ha la possibilità di raffreddarsi molto lentamente. Mano a mano che si raffredda, dall’esterno verso il centro, la massa di lava si solidifica creando strutture a esagono sulla superficie (l’esagono è termodinamicamente la forma geometrica che permette di coprire una superficie con il minor dispendio di energia possibile, è un po’ la “firma” della natura!). Come esempio si può pensare a come nello stesso modo si solidifica e frattura il fango quando si prosciuga una pozzanghera o, per non parlare sempre di geologia, a come sono fatti gli alveari delle api. Il raffreddamento poi procede dall’alto e dalla base verso il centro, procedendo a strati, e ad ogni strato si forma una superficie di contatto che sarà poi la base delle fratture orizzontali delle colonne. Ecco spiegato il perché le colonne sembrano in realtà composte da tante “mattonelle” sovrapposte. Il resto è tutta opera dell’erosione da parte degli agenti atmosferici. E qui in Irlanda, essendo esposti frontalmente al mare del nord, l’azione erosiva è decisamente significativa e modellante...
Strutture simili si possono notare in molti posti del nostro pianeta, come non citare e ricordare per esempio due altri scenari da favola come Skaftafell Foss in Islanda, dove un torrente si è fatto strada al centro di un anfiteatro di colonne di basalto creando una cascata che regala un’armonia magica al posto. Altrettanto affascinanti sono le gole di Alcantara in Sicilia, forre profonde e buie circondate da pareti di colonne di basalto piegate come onde.
Ma qui in Irlanda la maestosità di questa formazione basaltica, il suo protendersi verso Nord sparendo in mare proprio verso la vicina Scozia e la sua regolarità nella disposizione delle singole colonne di roccia distraggono dalle spiegazioni scientifiche e lasciano spazio all’immaginazione e alla fantasia, al voler credere ai miti e alle leggende che la circondano.



Always remember to forget
The things that made you sad.
But never forget to remember
The things that made you
Glad.

(Proverbio irlandese)

 

 

 

 

 

 


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